TARQUINIA e la TUSCIA

Tarquinia: Città Etrusca nella terra di mezzo tra la Toscana e Roma.

TARQUINIA

Tarquinia, culla, della civiltà etrusca, è situata in bella posizione sul Mar Tirreno e conserva le testimonianze di una storia ininterrotta che dalla leggenda del fanciullo etrusco Tagete conduce fino ai giorni nostri.

La Tarquinia etrusca, famosa e potente, sorgeva sul colle della Civita. Da qui i natali di tre dei 7 re di Roma: Tarquinio Prisco, Numa Pompilio e Tarquinio il superbo. Dopo la sua distruzione si sviluppò l’abitato odierno sulla collina di fronte.

Qui la Tarquinia medioevale conobbe nuovo e grande splendore impresso nelle alte torri, nelle sobrie ed eleganti chiese romaniche, nella poderosa cinta di mura.

Arte

II Museo è allestito nel Palazzo Vitelleschi (prima metà del XV sec.).
Nelle sale al pian terreno, a destra, possiamo ammirare dei pregevoli sarcofagi etruschi. Il materiale esposto nel primo piano comprende pezzi che vanno dal periodo villanoviano a quello romano e documenta l’evolversi della pittura vascolare, greca ed etrusca nelle sue varie forme. Recente l’apertura della cappellina e dello studiolo del Cardinale Vitelleschi.

Nella sala inaugurata nel corso del 2015, è custodita la famosa scultura fittile dei cavalli alati (IV-III sec. a.C.), che costituiva parte del frontone del tempio detto Ara della Regina nella vicina Acropoli.

La Necropoli Etrusca, che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità per i colori degli affreschi si estende per circa tre chilometri dall’abitato, è ricca di tombe a camera con decorazioni che costituiscono la più completa documentazione dello sviluppo della pittura dal VI al II sec. a.C.

La Città medievale, cinta da mura con slanciate torri, vanta importanti monumenti e numerose e bellissime chiese:

– Maria in Castello, splendido edificio romanico eretto nel 1121, probabilmente su preesistente costruzione, con semplice facciata rettangolare (sormontata da un campanile a vela) a tre portali: quello centrale e la grande bifora che lo sovrasta, sono ornati da pregevoli decorazioni cosmatesche. Il tempio è ricco di preziose opere dei marmorari romani e sono ancora visibili pietre con iscrizioni etrusche riadattate nel pavimento;

– Maria di Valverde, innalzata in forme romaniche e successivamente ricostruita. Nell’interno, dietro l’altare maggiore, una nicchia custodisce una pregevole tavola bizantina raffigurante la Madonna col Bambino;

– II Duomo, grandioso edificio eretto in forme romanico-gotiche, ricostruito dopo l’incendio del 1643.II presbiterio, con arco trionfale ogivale e volte a crociera, conserva pregevoli affreschi del Pastura;

– San Martino, risalente al XII sec., con semplice facciata di puro stile romanico decorata da lesene sormontate da una fascia di archetti e portale a conci alternati bianchi e neri; nell’interno resti di affresco di scuola senese;

– L’Annunziata (per la visita rivolgersi alla portineria del vicino Orfanotrofio), grazioso edificio romanico risalente al XII-XIII sec;

– San Pancrazio, chiesa romanico-gotica del XIII sec.; il campanile – a doppio ordine di bifore e cuspide moresca a sezione ellittica con nervature a centine in rilievo – e’ ben inserito nel prospetto della facciata, che si apre col bel portale sormontato da un elegante rosone;

– San Giovanni Battista, chiesa romanica del XIII sec, con semplice facciata a tre portali: quello centrale, con arco gotico, è sormontato da un elegante rosone;

– San Francesco, eretta in forme romanico-gotiche agli inizi del XIV sec. Sulla facciata un bel rosone ed un portale gotico; a destra, dietro il transetto, il campanile seicentesco con cupola bramantesca. Sulla pianta della città sono indicate le altre chiese e monumenti:

Il Palazzo Comunale, edificio romanico molto rimaneggiato, con grande scala esterna; nella piazza antistante un’elegante fontana risalente al 1721.

Le rovine dell’antica Gravisca, il molo Clementino, insieme all’ottocentesco borgo delle Saline, con la vicina “Oasi naturale”, impreziosiscono il Lido di Tarquinia, che è ormai tra le più rinomate mete turistico-balneari del Tirreno.

Sulla costa tarquiniese si trova Marina Velka, nota per il suo campo da golf.

ITINERARI NELLA TUSCIA

Ville e Castelli

Villa Lante a Bagnaia, Villa Farnese a Caprarola e Parco dei Mostri a Bomarzo: tre sorprese del tardo Rinascimento fatte di giardini, fontane, affreschi e sculture. Ad esse si unisce la nutrita schiera di castelli-palazzi spesso ricostruiti su preesistenti manieri medioevali appartenuti a nobili feudatari del posto e a prìncipi della Chiesa: Orsini (Soriano nel Cimino e Vasanello), Marescotti-Ruspoli (Vignanello), Monaldeschi (Bolsena), Farnese (Caprarola, Gradoli, Valentano), Borgia (Civitacastellana, Nepi), Ode­scalchi (Bassano Romano), Albornoz (Viterbo), Santacroce-Altieri (Oriolo Romano). Possenti la Rocca dei Papi di Montefiascone e il castello dell’Ab­badia a Vulci.

I Centri Storici

Viterbo: palazzi aristocratici (dei Priori, dei Papi, Farnese, Poscia, Gatti, Mazzatosta), il singolare quartiere medievale di San Pellegrino, una decina di artistiche fontane, chiese e chiostri di varie epoche, un museo con numerosi capolavori (la “Pietà” di Sebastiano del Piombo) e una cinta muraria ben con­servata, risalente agli inizi del Mille.

Notevoli i centri storici di Tuscania (in parte ristrutturato dopo il terremoto del 1971), Vitorchiano (cui si accede da una sola porta), Civita di Bagnoregio (unito alla “terra ferma” da un ponte sospeso sulla valle dei Calanchi), Calcata, divenuta ormai residenza di artisti provenienti da varie parti del mondo, Bassano in Teverina (recentemente restaurato), Orte (appostata sulla valle del Tevere), Marta ( antico villaggio di pescatori), San Martino al Cimino (gioiello del barocco romano).

I luoghi della fede

Mirabili le chiese romaniche di Tuscania (San Pietro e Santa Maria Maggiore), capolavori dell’arte paleocristiana. Imponente, nei pressi di Vi­terbo, la chiesa abbaziale di San Martino al Cimino risalente ai Cistercensi di Pontigny; austere le chie­se alto‑medioevali di Viterbo (San Sisto, San Giovanni in Zoccoli e Santa Maria Nuova, soprattutto) e quelle di San Flaviano a Montefiascone, Santa Maria in Castello a Tarquinia e San Francesco a Vetralla.

Raffinato il Santuario rinascimentale della Madonna della Quercia (2 km da Viterbo). Senza pari il portico cosmatesco del Duomo di Civitacastellana. Da venerare: Santa Rosa e San Crispino (Viterbo), Santa Cristina (Bolsena), San Bonaventura (Bagnoregio), la Madonna ad Rupes (Castel Sant’E­lia) e il Santo Sepolcro (Acquapenden­te).

Archeologia

Innanzitutto Tarquinia: la necropoli etrusca èPatrimonio dell’Umanità per gli affreschi alle pareti (VI-III sec. a.C.) con scene sulla vita del defunto: caccia, banchetti, danza, giochi, animali e rappresentazioni dell’aldilà con Demoni alati, figure mitologiche che anticipano il panteon dell’antica Roma . A Tuscania i sarcofagi dei Curunas (IV-II sec. a.C.), a Vulci i bronzi e i buccheri ad impasto nero.

Accessibili con qualche cautela le necropoli rupestri di Blera, Barbarano Romano, Norchia e Castel d’Asso: le tombe scavate nel tufo sono spesso avvolte dalla fitta vegetazione. Notevoli a Ferento (presso Viterbo) i ruderi del teatro romano e a Faleri Novi (Fabrica di Roma) le mura ciclopiche dell’antico abitato distrutto e abbandonato in epoca medioevale.

Paesaggio e Campagna

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Una trentina di chilometri di litorale marino ampio e sabbioso con vaste pinete tra i centri balneari di Tarquinia Lido e Marina di Montalto di Castro. Nell’entroterra si distende la Maremma laziale: campi dorati, oliveti e vigneti fino alle pendici dei colli Vulsini e Cimini i cui crateri vulcanici accolgono i laghi di Bolsena (isole Bisentina e Martana) e di Vico. Incontaminate le riserve naturali di Monte Rufeno (Acquapendente), Selva del Lamone (Fanese, Ischia di Castro) e lago di Vico (Caprarola, Ronciglione). Soriano nel Cimino si fa apprezzare per la monumentale faggeta a mille metri di altitudine. La Valle dei Calanchi offre visioni di rara suggestione con acrocori poggiati sull’argilla (Civita di Bagnoregio).

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Curiosità ed Eventi

A Viterbo, la sera del 3 settembre, cento robusti facchini trasportano sulle spalle tra le vie abbuiate della città la “Macchina di Santa Rosa”, una “torre rovente” alta una trentina di metri del peso di oltre cinque tonnellate, illuminata da mille fiammelle, su cui svetta la statua della santa. Anche la Macchina di Santa Rosa è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità

A Ronciglione (a Carnevale e in agosto) viene ripetuta ogni anno l’antica corsa dei cavalli senza fantino tra le vie affollate del centro storico.

Acquapendente rievoca l’invasione di Federico Barbarossa (a metà maggio) con la sfilata dei “Pugnaloni”, mega-composizioni floreali su temi inneggianti alla libertà.

Bolsena festeggia il miracolo del Corpus Domini, avvenuto nella chiesa di Santa Cristina, con una solenne processione su un lungo tappeto di fiori. Il 23 e 24 luglio la cittadina lacuale affida ad una decina di quadri plastici (Misteri di Santa Cristina) la rievocazione delle tribolazioni subite dalla giovane eroina nei primi secoli del cristianesimo.

Marta sorprende tutti con il corteo di villani e bifolchi in occasione della festa della Madonna del Monte (14 maggio), conosciuta come la “Barabbata”.

A Latera, durante la processione del Venerdì Santo, le confraternite del posto intonano nenie e cantilene tramandate oralmente da padre in figlio.

II Moscatello di Montefiascone viene celebrato (nella prima quindicina d’agosto) con la rievocazione dell’ arrivo dell’abate Defuk, il padre dell’Est! Est!! Est!!!.

La notte di Ferragosto sul mare di Tarquinia Lido, a poca distanza dalla riva, scivola su una barca illuminata la statua dell’Assunta, mentre i cielo s’infiamma di mille fuochi pirotecnici.

Canepina, nei fine settimana di ottobre, vengono aperte le porte delle megacantine di tufo per festeggiare le castagne e gli inimitabili “maccaroni”.

A Natale numerosi centri storici offrono irripetibili scenari per suggestivi presepi viventi tra cui quello di Tarquinia, Bassano in Teverina, Civita di Bagnoregio, Corchiano e Vetralla.

Terme

Le acque termali di Viterbo, riunite intorno alla sorgente del Bulicame, sono utili per la fangoterapia, l’aerosol, le inalazioni, la grotta ed in genere per le cure antistress.

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Foto: Davide De Lucis (Rossi)